Si dice che un confine sia quel limite che delinea un dentro e un fuori, ma non esiste linea del genere che non sia condivisa. In questo contesto Montemarano, Paternopoli, Castelfranci si sono ritrovate per dare vita ad un punto di contatto straordinario: Confini. Un progetto con un’anima che richiede prospettiva per poter essere compresa. La sua dimensione romantica, avvolgente, quasi nostalgica ci racconta un lungo viaggio durato tre anni, che porta con sé l’intensità di un Aglianico pronto a diventare un elegante ed etereo Taurasi. Realizzato da Andrea Basile, creative director, Giuseppe Salerno e Paco González, type designer, il progetto in questione incarna perfettamente l’idea di recuperare la forte tradizione irpina, concetto base della famiglia Camusi, ed esprime la ricca manualità nella cura costante della vita che si trasla del tutto nell’etichetta.

Nella sua progettazione grafica si è infatti cercato di trasferire esattamente questo concetto, stampata su carta Materica Gesso ultra WS e nobilitata con dettagli in oro a caldo, si è scelto di utilizzare un motivo floreale, in particolare delle rose, che fin dall’antichità fungevano come vere e proprie sentinelle in grado di prevenire le “malattie” del vigneto. Ricamate con pazienza e amorevolezza proprio come facevano un tempo le nostre nonne, sono stati prediletti dei colori caldi con contrasti volutamente tenui per avvicinarsi al carattere del vino, che prima di essere consumato ha riposato per tre lunghi anni in pregiate botti. Un lettering con capitali romane, graziato e di elevato contrasto, uno svolazzo dalla lettera N unisce tutte le lettere e rende la composizione più compatta. L’obiettivo del packaging è quello di esprimere il pensiero di un vino naturale ottenuto con l’antico lavoro dei contadini in vigna. Un percorso visivo che ricorda l’artigianalità e la preziosità del lavoro puramente italiano. Confini è una promessa rispettata, che ha bisogno del suo tempo per realizzarsi e per stupire.

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